Confguide | MIBACT
ConfGuide è federazione leader nella rappresentanza del sistema guide turistiche, ambientali e accompagnatori turistici, sinonimo di qualità e professionalità.
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Mantova, “mobilitazione” per Palazzo Ducale: Confcommercio scende in campo con il sostegno di ConfGuide Nazionale.

La carenza di personale di vigilanza ha costretto il direttore Assmann alla chiusura mattutina al pubblico della Corte Vecchia. L’associazione dei commercianti scende in campo con il sostegno di Confguide nazionale che si rivolgerà direttamente al Mibact.


Confcommercio Mantova a fianco di Palazzo Ducale, in particolare del suo direttore Peter Assmann.

 

Con la situazione critica venutasi a creare nella più importante attrazione turistica della città e dell’intero territorio, a causa della carenza di personale di vigilanza della reggia che ha di fatto costretto il direttore alla chiusura mattutina al pubblico della Corte Vecchia, l’associazione scende in campo e gioca tutte le sue carte.

 

“Abbiamo chiesto il supporto di Confguide nazionale, che ringraziamo – spiega Alessia Margonari, alla guida di Confguide-Confcommercio Mantova, che questa mattina ha incontrato, insieme ad una delegazione dell’associazione, il direttore Assmann – La presidente nazionale Paola Migliosi ci ha assicurato che nei prossimi giorni si rivolgerà direttamente al Mibact, inviando una richiesta di intervento urgente su Palazzo Ducale al ministro Dario Franceschini e al sottosegretario Dorina Bianchi, con cui la confederazione ha una canale aperto”.

 

“La chiusura di una porzione della reggia, che tra l’altro accoglie capolavori di Pisanello, Rubens, la Galleria degli Specchi, Giardino Pensile, gli Arazzi di Raffaello, solo per menzionarne alcuni a causa della carenza di organico è un fatto grave e un pessimo biglietto da visita per un turista curioso e ricco di aspettative verso una città che dal 2008 fa parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e nel 2016 si fregiava del titolo di Capitale Italiana della Cultura” conclude Margonari.

 

Si tratta di un problema che investe non solo le guide ma l’intera filiera turistica: strutture ricettive, pubblici esercizi, negozi, e, in generale, tutti i prestatori di servizi turistici e le attività che beneficiano dei flussi di visitatori e dell’indotto generato.

 

“Conosciamo bene gli effetti negativi causati dall’inaccessibilità della Camera degli Sposi per oltre due anni, danneggiata dagli eventi sismici del 2012, che portò ad un crollo dei visitatori. Certamente la chiusura di parti di eccezionale valore del palazzo non rappresenta un segnale confortante, né, tantomeno, una buona pubblicità” dichiarano in coro i rappresentanti di Confcommercio del comparto turistico mantovano, Gianluca Bianchi, presidente di Federalberghi, Teresa Bustaffa, alla guida dell’Associazione b&b e strutture extra alberghiere e Giampietro Ferri, numero uno di Fipe Mantova (pubblici esercizi).

 

Il rafforzamento dell’organico in forza al complesso museale rimane l’unica opzione risolutiva, ma già l’attuazione del programmato accorpamento con il Museo Archeologico potrebbe permettere una miglior turnazione del personale di vigilanza fungendo da misura tampone, nell’attesa che vengano indetti i necessari concorsi o trovate soluzioni esterne con il reperimento delle relative risorse economiche.

 

“Durante i due anni dal suo insediamento, il direttore Assmann ha dimostrato una grandissima capacità manageriale facendo registrare ottimi risultati sia in termini di affluenza di visitatori al polo museale, che dal punto di vista della qualità degli eventi e delle iniziative organizzate nel palazzo. Senza tanti giri di parole, la nuova direzione ha rilanciato Palazzo Ducale. Ma ora occorre garantirgli gli strumenti necessari per proseguire nel suo lavoro, a cominciare da un numero di dipendenti sufficiente. Come associazione chiediamo al Ministero e a tutti gli enti competenti che vengano adottati urgentemente tutti quei provvedimenti atti a migliorare l’attuale situazione di sofferenza e di disagio che grava sul complesso museale, auspicando che si arrivi, una volta per tutte, ad una soluzione definitiva del problema” aggiunge il direttore di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso.

 

Durante il positivo incontro di questa mattina tra i rappresentanti di Confguide e il direttore Assmann, sono stati affrontati anche altri temi, tra i quali le iniziative e le mostre in programma ma anche la possibilità di una reciproca collaborazione e i progetti futuri. Le guide hanno infatti richiesto la possibilità di avviare un corso di formazione per la categoria in preparazione alla prestigiosa mostra dedicata a Giulio Romano che si terrà nel 2019, mentre Assmann ha espresso l’intenzione di riaprire il ‘volto oscuro’, che collega piazza santa Barbara (sul lato della basilica) al prato antistante il castello. Un passaggio ricco di fascino utilizzato dai Lanzichenecchi in occasione del sacco di Mantova del 18 luglio 1630. “Sarà un passaggio di grande impatto e suggestione per i visitatori che permetterà loro di ripercorrere le orme degli invasori nei tre giorni in cui misero a ferro e fuoco la città” così commentano entusiaste le guide.

Guide turistiche, “sì alla tutela della qualità, no alla confusione”

Alcune associazioni di rappresentanza delle guide turistiche, prevalentemente di livello locale, hanno manifestato il 9 gennaio scorso a Roma davanti al Mibact per protestare contro la possibile intesa Stato-Regioni sulla guida nazionale, già firmata dalla Conferenza delle Regioni il 21 dicembre 2017.
Confguide si dissocia da “qualunque iniziativa che generi strumentalmente ambiguità e confusione, anziché contribuire a risolvere una vicenda normativa complessa e delicata, con rischio di ulteriori danni per la categoria” e, nel ribadire che la posizione politica della Federazione nazionale delle Guide Turistiche di Confcommercio Imprese per l’Italia, resta quella comunicata a suo tempo al Mibact, ha ritenuto di diffondere oggi questo comunicato stampa


 

Confguide, l’associazione di categoria delle guide turistiche di Confcommercio, si dichiara estranea alla manifestazione di protesta davanti alla sede del MIBACT, svoltasi ieri 9 gennaio 2018 per iniziativa solo di alcune associazioni, prevalentemente di livello locale.
Confguide da sempre sostiene che le norme debbano garantire in primis l’alta qualità delle competenze delle guide turistiche operanti oggi e nel futuro in Italia e si dissocia da qualsiasi iniziativa che generi strumentalmente ambiguità e confusione, anziché contribuire a risolvere una vicenda normativa complessa e delicata, con rischio di ulteriori danni per la categoria.

 

Facciamo chiarezza!

 

Confguide ha un dialogo continuo con il Ministero e le Regioni, ai quali puntualmente fa arrivare le proprie proposte e posizioni, fin dall’entrata in vigore della legge 97/2013, che non è più in alcun modo in discussione: le guide turistiche italiane possono operare sull’intero territorio nazionale e nei paesi membri della UE, salvo limitazioni specifiche previste da ciascuno stato (non ancora in Italia) per alcuni siti di particolare interesse storico-artistico.

 

Dal 2013 restano aperte due questioni:
1) disciplinare l’accesso alla professione di guida turistica, già “nazionale” in virtù della legge 97/2013. Tale disciplina, qualsiasi sarà la sua forma normativa (Intesa Stato-Regioni, Decreto Ministeriale attuativo del comma 1 dell’art. 3 della legge 97/2013 o altre), riguarda le guide future e in nessun modo le guide già abilitate.
2) individuare i siti di particolare interesse storico-artistico-culturale per i quali occorre una specifica abilitazione.

 

Per quanto riguarda il punto 1, oggetto dell’Intesa Stato-Regioni ieri contestata, Confguide con altre associazioni di categoria (tra cui le stesse manifestanti) ha partecipato a novembre scorso ad un confronto con le Istituzioni competenti, ha fatto avere a Ministero e Regioni la propria posizione, ha ripetutamente espresso nelle forme e nei modi ritenuti più efficaci la propria disapprovazione su alcuni punti chiave del testo noto in bozza, ha chiesto e ribadisce ora l’individuazione di standard professionali a garanzia della qualità, in particolare:
• la laurea in materie specifiche come unico requisito di accesso alla professione
• bandi, esami e commissioni pubblici ed uniformi sull’intero territorio nazionale.
• esami che prevedano prova scritta a tema, prova orale che accerti le competenze linguistiche della lingua italiana per i candidati stranieri e della lingua straniera per i candidati italiani.
• no a corsi privati abilitanti
• sì a tirocini e corsi di aggiornamento post abilitazione per garantire la qualità nel tempo

 

Per quanto riguarda il punto 2, il tentativo normativo fatto dal Ministero, che accoglieva le richieste proprio di chi ieri protestava, è stato giustamente cassato dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato nel 2017, per l’eccessivo numero di siti individuati, un numero tanto spropositato che avrebbe di fatto inficiato la valenza nazionale della abilitazione e creato ostacoli proprio alle guide già abilitate!

 

Dal 2013 Confguide sostiene l’urgenza e la necessità di individuare pochi siti (una decina in tutta Italia), tra quelli che attraggono il maggior numero di turisti e visitatori, come è nei principali altri stati comunitari, per assicurare poi un efficace e puntuale controllo (il Ministero ha appena pubblicato i numeri degli ingressi per il 2017, da cui a nostro parere partire).

 

Confguide, infine, nel ribadire che il riconoscimento dell’alto valore culturale dell’attività di guida turistica deve partire da una migliore definizione (la guida non “accompagna nelle visite”, ma illustra, spiega, mostra, divulga, valorizza l’intero patrimonio storico-artistico-archeologico-monumentale-paesaggistico-enogastronomico e di tradizioni d’Italia), chiede un riordino complessivo e sistematico dell’intera disciplina che norma le figure professionali legate al turismo e alla cultura.

Sentenza del Consiglio di Stato

Roma, 3 agosto 2017

COMUNICATO STAMPA

Confguide Confcommercio: chiarezza dalla sentenza del Consiglio di Stato

Ha prevalso il buon senso. Mibact riveda in tempi brevi la normativa sulle guide turistiche

 

La guida turistica può esercitare sull’intero territorio nazionale: senza limitazioni. E’ la conseguenza immediata della sentenza del Consiglio di Stato che ha cassato i decreti ministeriali sull’abilitazione specifica delle guide per siti e con criteri territoriali. “Una sentenza che fa chiarezza e conferma le nostre previsioni commenta Paola Migliosipresidente di Confguide Confcommercio  indicando linee guida che coincidono con quelle alle quali dal 2013 Confguide si é ispirata nelle sue proposte normative al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo)”.

“Una sentenza – aggiunge Valeria Gerli, vicepresidente vicaria di Confguide che fissa un percorso di buon senso: E’ giusto, ad esempio, avere un elenco dei siti protetti, ma devono essere pochi e controllabili per un serio contrasto all’abusivismo. I paletti territoriali e le complicate procedure di abilitazione specifica, che sono stati “smantellati” dal Consiglio di Stato, non avrebbero tutelato con efficacia le guide turistiche italiane”.

Confguide Confcommercio punta a nuova fase d’ascolto e di confronto con il Ministero. Il Mibact riveda i decreti tenendo conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e si superino gli squilibri regionali che danneggiano l’operatività delle guide turistiche: “occorrono tempi breviconclude Paola Balestra, vicepresidente di Confguideperché la situazione di incertezza che ha fortemente caratterizzato il quadro normativo degli ultimi anni danneggia i professionisti, gli utenti e gli stessi beni monumentali storico-artistici.

Guide turistiche e le nuove sfide del mercato internazionale.

Vecchie e nuove competenze per un turismo culturale di successo

La figura professionale della guida turistica è oggetto dal 2013 di una vera e propria “rivoluzione” normativa, che, ampliando da un lato il territorio di esercizio della professione, introduce dall’altro il principio di abilitazione specifica (per i siti di particolare interesse storico artistico e archeologico).

Mentre l’iter normativo fa il suo corso (lungo e tortuoso), Confguide è certa che quella della “specializzazione” sia la strada giusta da percorrere per le guide del futuro. Una seria riflessione sulla figura della guida ed il suo ruolo, ha portato Confguide a vedere oltre le vecchie logiche territoriali (di esercizio della professione) e ad aprirsi verso le nuove conoscenze e competenze che una guida moderna deve acquisire per meglio rispondere alle mutate richieste dei visitatori. 

Tutti i principali attori e operatori del turismo e della cultura riconoscono il ruolo fondamentale delle guide turistiche nella  valorizzazione e nella promozione non solo del patrimonio materiale del paese, ma anche di quello immateriale, fatto di tradizioni e specificità.

L’enogastronomia, ad esempio, che è uno dei motori indiscussi del turismo in Italia, non può oggi non entrare a far parte del repertorio di conoscenze che una guida aggiornata e pronta alle sfide deve avere: insieme a Fipe, Confguide ha avviato dei corsi di approfondimento sul tema riservati alle guide turistiche e declinati regione per regione. A febbraio si è conclusa la prima edizione del corso, tenutasi a Milano, di cui nel convegno sarà data testimonianza.

RELATORI:

Dorina Bianchi, Paola Migliosi, Aldo Cursano, Luca Patané, Valeria Gerli, Annarita Fioroni, Paola Balestra, Francesco Sottosanti, Luciano Sbraga, Alberto Corti; 

Linee di indirizzo per l’interpretazione dell’ art. 8 del DM 565 del 11 Dicembre 2015

In Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2016 – Serie Generale n. 47 è stato pubblicato il DM del MIBACT 11 dicembre del 2015 n. 565 avente ad oggetto la ” Individuazione dei requisiti necessari per l’abilitazione allo svolgimento della professione di guida turistica e procedimento del rilascio dell’abilitazione”.

 

Musei: Franceschini, autonomia colma gap sui social

ROMA – L’avvento dei social media ha rappresentato una novità che ha modificato le strategie di marketing delle imprese. Ma quanti sono coloro che li utilizzano per entrare in contatto con i luoghi della cultura? A dare la risposta è il decimo Rapporto condotto dall’Associazione Civita, con la collaborazione di Unicab: secondo i risultati di #Socialmuseums.

Social media e cultura fra post e tweet – questo il nome dell’indagine – sono circa nove milioni gli italiani (il 36,6% degli intervistati), in prevalenza fra i 25 e i 44 anni, che impiegano i social media per entrare in relazione con le istituzioni culturali. La ricerca è stata condotta mediante questionario su un campione di 1.112 utenti tra i 18 e i 65 anni di età, corrispondenti a circa 24 milioni su un numero complessivo di 36,5 milioni italiani che utilizzano i social media. In termini d’intensità delle relazioni, dal Rapporto di Civita emerge che le donne sono più propense a rapportarsi alle realtà culturali mediante i social media, ad esclusione della fascia tra i 25 e i 44 anni in cui è più alto il numero degli uomini. Se la ricerca di contatto riguarda per il 47,8% direttamente gli artisti, tra i luoghi culturali, ad avere un pubblico online più fedele e affezionato sono gli enti lirici e musicali (14,8%), seguiti dai musei (10,7%), dai teatri (8,2%), dagli spazi espositivi (7%) e, infine dalle biblioteche (6,6%).

Scarsa l’interazione finalizzata all’acquisizione di informazioni per la prenotazione o l’acquisto del biglietto d’ingresso: gli utenti impiegano i social soprattutto per la fruizione virtuale e per scaricare materiali messi a disposizione dalle organizzazioni culturali, mentre la funzione di “user-generated content”, vale a dire di creazione di foto, video e altri contenuti da parte degli utenti, in Italia risulta ancora marginale. L’indagine, curata da Luca De Biase, fondatore e caporedattore di Nòva, e Pietro Antonio Valentino, vicepresidente del comitato scientifico di Civita, sarà illustrata domani all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini.

 

(ANSA)