L’art. 3, comma 1 del decreto 127/2021 che inserisce l’art. 9-septies al D.L. 52/2021 (c.d. “Riaperture) prevede che, a partire dal prossimo 15 ottobre, “a chiunque svolge un’attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19”.

Al comma 2, è precisato che, tale obbligo “si applica altresì a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1, anche sulla base di contratti esterni”.

“Per questi motivi, non si può affermare con certezza che la guida turistica che svolge la propria attività lavorativa anche esclusivamente nelle modalità sopra indicate, possa ritenersi esonerata dall’obbligo del possesso e di esibizione del green pass.” – dichiara Maria Paola Migliosi. Presidente ConfGuide. “In particolare, bisogna anche evidenziare che il lavoro della guida turistica consiste prevalentemente nell’aggregare un gruppo di persone e trascorrere del tempo insieme, pertanto, il solo requisito dell’aggregazione potrebbe ritenersi come elemento principale per far scattare l’obbligo del possesso del green pass.”

E’ necessario considerare anche che il D.L. 105/2021 inserisce alla lett. c), nell’elenco dei luoghi in cui per potervi accedere è richiesto il green pass, i musei, le mostre, gli istituti ed altri luoghi della cultura anche se si trovano in spazi all’aperto.

Si ricorda infine che il profilo dell’accesso a spazi senza univoci varchi d’ingresso è trattato dall’art. 9-bis del DL 52/2021 rispetto al quale l’art. 3, comma 4, del DL 105/2021, ha precisato che, nel caso di sagre e fiere che si svolgano all’aperto, in spazi privi di varchi di accesso, resta per gli organizzatori l’onere di informare il pubblico dell’obbligo del possesso del green pass.

“Il sindacato ConfGuide ritiene che, in mancanza di una disposizione normativa chiara in merito a tale fattispecie, non sia possibile ritenere esclusa dall’obbligo del green pass l’attività lavorativa della guida turistica anche se svolta esclusivamente all’aperto.” – conclude Maria Paola Migliosi. 

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