Confguide | La EU obbliga il visto per i turisti statunitensi: “follia che l’Italia pagherebbe più cara di tutti in Europa”
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Delta airlines' staff help users after the shooting that left 5 dead at Fort Lauderdale's airport, in Florida, United States, 07 January 2017. Investigators maintain that the gunman, a 25-year-old former soldier from Alaska, acted alone at the terminal 2 during the shooting. EFE/Giorgio Viera

La EU obbliga il visto per i turisti statunitensi: “follia che l’Italia pagherebbe più cara di tutti in Europa”

Dal presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, appello al ministro Franceschini per un intervento urgente. “Una questione di cruciale delicatezza per l’economia turistica nazionale che rischia di costarci il 10% di tutti gli arrivi internazionali”.

Dopo mesi di dibattito il Parlamento europeo ha votato il primo marzo scorso una risoluzione con la quale impone alla Commissione europea di fissare la reintroduzione, almeno per i cittadini Usa, dell’obbligo di visto per l’ingresso in Europa. Per Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, “si tratta di una follia, che l’Italia pagherebbe più cara di tutti i competitor europei sullo scenario turistico, qualunque siano i motivi politici o regolamentari che spingono l’Europarlamento ad andare in questa direzione”. L’Italia è, infatti, diventata la prima destinazione fra i turisti extra-europei che visitano i Paesi dell’area Schengen (cinesi, giapponesi, australiani, americani, canadesi e brasiliani). Dati Istat alla mano, nel 2015 solo da Stati Uniti e Canada sono giunti in Italia più di 5 milioni di turisti che hanno trascorso nelle strutture ricettive del nostro Paese quasi 14 milioni di notti, oltre il 30% di tutti gli arrivi e presenze di origine intercontinentale. “Proprio per questo motivo – sottolinea Patanè – è incomprensibile come, fino ad oggi, nessuno in Italia e in Europa abbia sollevato questa questione di cruciale delicatezza per l’economia turistica nazionale che rischia di costarci il 10% di tutti gli arrivi internazionali, per un ammontare calcolabile, per difetto, in oltre 5 miliardi di euro. Nel nostro Paese di turismo si parla tanto, ma quando ci sono questioni davvero importanti da affrontare tutta questa attenzione si volatilizza all’istante”. “Mi rivolgo – conclude il presidente di Confturismo-Confcommercio – al ministro Franceschini, che recentemente a Berlino ha dimostrato di conoscere bene numeri e dinamiche del nostro settore, perché intervenga con immediatezza, prontezza e tutta la determinazione di cui è capace nei confronti di chi può porre rimedio a questa incredibile disattenzione”.

10 marzo 2017

confturismo

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