“Accade a Trani ed è l’ennesimo esempio di come la figura della guida turistica, professionista abilitato dallo Stato italiano, sia sconosciuta e bistrattata anche dagli stessi funzionari dello Stato. Questa volta la proposta “indecente” arriva dal capo della Procura di Trani, Renato Nitti, il quale, intervenuto al convegno intitolato “Bella Italia. La cura del patrimonio culturale.
Esperienze di gestione tra pubblico e privato”, propone la sua soluzione al recupero sociale dei tombaroli:

“I tombaroli, sia se imputati sia se condannati, possono svolgere lavori di pubblica utilità. Potrebbero essere impiegati come guida archeologica”, avrebbe detto il Prefetto, come riporta l’articolo di RaiNews in TGR Puglia.

Siamo al paradosso che a coloro che hanno storicamente saccheggiato il patrimonio culturale, rovinando per sempre la possibilità di studiare i reperti togliendoli dal loro contesto originale e alimentando senza scrupoli il mercato nero, venga affidato il compito di promuovere la cultura elevandoli al pari delle guide turistiche professioniste.

È davvero deprimente che oltre a abusivi, volontari, free tour, city lovers, cooperative di “ciceroni”, ecc., anche da parte di rappresentanti delle istituzioni non si abbia coscienza del fatto che esiste una professione regolamentata e che per diventare guida turistica ci sono regole fissate dalla Legge e che devono essere seguite.

ConfGuide chiede che la riforma della professione, attualmente all’esame della Commissione Senato, faccia pulizia di ogni possibile equivoco e abuso della professione di guida turistica cancellando dal testo in esame ogni possibilità di deroga per coloro che non conseguano la regolare abilitazione statale all’esercizio della professione”.

Sotto il testo è il link alla notizia:
https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2023/10/tombaroli-guide-archeologiche-procura-trani-48c96763-0e41-4c70-b98f-187780cd0ca4.html?fbclid=IwAR3uw_i1lZSPgFjLzuQsySnkJwGVHHwvNXWPSdx4z_ItpmNQrUgPRP0hzgE

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